Dolore al tallone, fascite plantare, fastidi alle ginocchia o alla schiena possono avere cause diverse. In alcuni casi, il modo in cui il piede appoggia e distribuisce i carichi durante il cammino può contribuire al problema.

Fastidio nei primi passi o dopo essere rimasti a lungo in piedi.

Il modo in cui il piede appoggia può influenzare anche il movimento degli arti inferiori..

In alcuni casi l’appoggio può contribuire a compensi posturali.

Un appoggio alterato può modificare la distribuzione dei carichi..

Dolore sotto il piede che può aumentare durante il cammino.

Bruciore o dolore nella zona anteriore del piede sotto carico.
Il dolore non dipende sempre e soltanto dal piede. Tallone, ginocchio o zona lombare possono essere influenzati da fattori diversi: appoggio, mobilità, carichi, postura, attività quotidiane o sportive.
Per questo il plantare non dovrebbe essere scelto partendo solo dal sintomo. Prima è necessario capire se e quanto l’appoggio del piede contribuisce realmente al problema.
La valutazione serve proprio a questo: individuare ciò che è realmente utile per la persona.
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Non partiamo dal presupposto che il plantare sia sempre necessario. Analizziamo appoggio, distribuzione dei carichi, postura e modalità di cammino per capire se il piede può contribuire realmente ai sintomi.
La valutazione ci permette di impostare il percorso in modo più preciso e, quando indicato, di realizzare un plantare personalizzato sulle caratteristiche della persona.
Un plantare non dovrebbe limitarsi a “riempire” la scarpa o sostenere il piede in modo statico.
Quando indicato, il plantare dinamico viene modellato direttamente sul piede per accompagnarne il comportamento durante il carico e il cammino.
L’obiettivo è favorire una distribuzione più equilibrata delle pressioni e supportare il piede nelle diverse fasi del passo, rispettando le caratteristiche individuali della persona.
Personalizzato sul piede. Pensato per il movimento.
Il plantare non è una soluzione universale e non viene proposto automaticamente. Può essere utile quando la valutazione evidenzia un rapporto tra appoggio, distribuzione dei carichi e sintomi durante il cammino, la stazione eretta o l’attività sportiva.
L’indicazione nasce sempre dall’insieme di sintomi, valutazione clinica e analisi dell’appoggio.
Materiali, rigidità, sostegno e forma vengono scelti in base alle caratteristiche del piede, al tipo di appoggio, al peso, alle calzature utilizzate e alle attività quotidiane o sportive.
Per questo il plantare viene adattato alla persona e non scelto semplice
Per questo il plantare viene adattato alla persona e non scelto semplicemente da un catalogo.
La personalizzazione riguarda non solo la forma del piede, ma anche il modo in cui la persona vive, cammina e si muove.
Dopo la realizzazione, il plantare viene provato nelle attività quotidiane e nelle calzature abituali. Nelle prime settimane può essere necessario un periodo di adattamento, soprattutto se cambia il modo in cui il piede distribuisce i carichi.
Per questo il percorso prevede anche una fase di verifica, per controllare comfort, utilizzo e risposta della persona nel tempo.
Il plantare va valutato anche mentre viene realmente utilizzato, non solo nel momento in cui viene realizzato.
Il plantare non viene considerato come un prodotto isolato, ma come una possibile parte di un percorso più ampio.
La valutazione viene eseguita in ambito fisioterapico, mettendo in relazione sintomi, appoggio, distribuzione dei carichi, postura e movimento prima di decidere se il plantare sia realmente indicato.
Valutazione professionale
Il percorso parte dall’osservazione della persona, non dalla scelta del plantare.
Approccio globale
Il piede viene valutato in relazione al modo in cui la persona sta in piedi, cammina e si muove.
Esperienza e controllo nel tempo
Dalla valutazione iniziale alla verifica successiva, il percorso viene seguito anche dopo la consegna.
Non partiamo dal plantare. Partiamo dalla persona.
No. Viene preso in considerazione solo quando la valutazione evidenzia una reale indicazione.
Dipende dal caso, ma comprende l’analisi dell’appoggio e delle principali caratteristiche posturali e funzionali.
Sì. La forma e le caratteristiche vengono adattate al piede, alle calzature e alle esigenze della persona.
Può essere necessario. Nelle prime settimane l’utilizzo viene generalmente introdotto in modo progressivo.
La durata dipende dall’utilizzo, dai materiali e dalle caratteristiche individuali. Per questo è utile una verifica periodica.
Sì. Il percorso include una verifica successiva per controllare comfort, utilizzo e risposta nel tempo.
Una valutazione posturale e baropodometrica può aiutare a capire se il modo in cui appoggi il piede contribuisce ai tuoi sintomi e se un plantare personalizzato può essere realmente indicato.